
La Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 3900/2021 ha enunciato un principio di diritto fondamentale in relazione alla guida sotto effetto di sostanze stupefacenti, come prevista dall’art 187 C.D.S.
Nella suddetta sentenza viene ribadito un precedente indirizzo della Corte di legittimità secondo cui: “Ai fini della configurabilita’ del reato di cui all’articolo 187 C.d.S., non e’ sufficiente che l’agente si sia posto alla guida del veicolo subito dopo aver assunto droghe ma e’ necessario che egli abbia guidato in stato di alterazione causato da tale assunzione”.
Difatti le differenze fra lo stato di alterazione psicofisica per uso di sostanza stupefacente di cui all’articolo 187 C.d.S., e la guida sotto l’influenza dell’alcool, di cui all’articolo 186 C.d.S., sono da ricercare non tanto nel dato quantitativo di sostanza assunta, quanto nell’intensità di alterazione psicofisica causata dall’assunzione di droga.
Proprio in ottemperanza di questo principio, pertanto, nell’ipotesi di guida sotto effetto di sostanze stupefacenti, l’accertamento non può e non deve limitarsi alla sola sintomatologia o alla sola prova dell’assunzione ma richiede un accertamento più complesso e articolato che provi l’alterazione psicofisica dell’assuntore.
Nel caso di specie, da cui scaturisce questa pronuncia, la Corte ha ritenuto che il Giudice territoriale avesse motivato in maniera carente poiché ometteva ogni approfondimento sullo stato di alterazione psico-fisica da assunzione di stupefacenti, di cui all’articolo 187 C.d.S., comma 1, limitandosi alla mera constatazione, effettuata dagli operanti, del sintomo del rossore degli occhi.
Pertanto il Giudice di legittimità, in assenza dell’indicazione degli elementi in ordine all’accertamento dello stato di alterazione da assunzione di stupefacenti, annullava la sentenza senza rinvio.



