
L’evento nella Sala Borsa di Bologna ha visto protagonista Daria Bignardi, accompagnata dall’Avvocato Luca Sebastiani, per la presentazione del suo libro Ogni prigione è un’isola, a cui anche lui ha collaborato.
Un incontro che ha offerto uno sguardo profondo sul sistema carcerario italiano, con un focus particolare sull’emergenza delle carceri sovraffollate e disfunzionali, ma anche sul concetto di prigioni interiori.
Bignardi ha esordito con una riflessione intensa: “Il carcere è come la giungla amazzonica, come un paese in guerra, un’isola remota”. Con queste parole, ha dipinto un’immagine del carcere non solo come luogo fisico, ma come dimensione psicologica estrema, dove la sopravvivenza è la priorità. Ha ripercorso la sua lunga connessione con il mondo carcerario, iniziata trent’anni fa, raccontando esperienze significative, dalla collaborazione con il giornale di San Vittore alle visite nelle carceri italiane. Storie di detenuti, ma anche di agenti, giudici e direttori d’istituto hanno mostrato il quadro complesso del sistema penitenziario.
Per scrivere il suo libro, Bignardi si è ritirata sull’isola di Linosa, ma, come ha raccontato, il carcere l’ha seguita anche lì, intrecciandosi con la vita dell’isola e creando un dialogo tra l’isolamento fisico e quello mentale.
L’Avvocato Sebastiani ha arricchito la discussione con il suo punto di vista politico – giudiziario, affrontando la condizione di emergenza nelle carceri italiane, dove il sovraffollamento e le strutture inadeguate compromettono la riabilitazione e la giustizia.La serata si è conclusa con un confronto con il pubblico e con l’intervento, tra gli altri, di Alessandro Bergonzoni: un dibattito che ha stimolato una riflessione su temi cruciali come la riforma carceraria e la possibilità di redenzione. Uscendo dalla Sala Borsa, molti spettatori avevano acquisito una nuova consapevolezza: ogni prigione, reale o interiore, ha una storia da raccontare, e comprenderla è il primo passo per superarla.


