
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la recente sentenza n. 5118/2022, respingendo il ricorso proposto dal datore di lavoro: è stata riconosciuta la sussistenza della colpevolezza in capo al datore di lavoro in ragione del fatto che questi non ha assolto adeguatamente ai propri obblighi informativi nei confronti del lavoratore ed è stato proprio a causa di tale omissione che si è verificato l’infortunio oggetto di causa.
Nel caso di specie il lavoratore stava eseguendo un sopralluogo su incarico del ricorrente e nel raggiungere il luogo ove si trovava la caldaia su cui effettuare un collegamento elettrico, non essendo stato adeguatamente informato circa il percorso da seguire, poggiava i piedi su una copertura di plexiglass, erroneamente ritenuta di metallo, e cadeva da un’altezza di 5 metri.
Orbene, secondo gli Ermellini, non avendo il lavoratore posto in essere condotte negligenti o imprudenti, è sussistente la piena responsabilità del datore di lavoro poiché la persona offesa, qualora fosse stata istruita sullo stato dei luoghi, avrebbe di certo potuto evitare l’infortunio o quantomeno si sarebbe potuta dotare dei mezzi di protezione individuale atti a garantire la propria sicurezza sul lavoro.



