
Negli ultimi anni c’è stato un importante cambiamento nella disciplina dei risarcimenti per i danni causati dalla fauna selvatica. Se prima il cittadino danneggiato doveva dimostrare che l’ente responsabile avesse commesso una colpa (art. 2043 c.c.), oggi il principio si è ribaltato: la responsabilità ricade sulla Regione, a meno che questa non riesca a provare che il danno sia stato causato da un evento imprevedibile e inevitabile (art. 2052 c.c.).
Questa modifica ha reso più semplice per automobilisti, agricoltori e cittadini ottenere un risarcimento, spostando l’onere della prova dalla vittima all’ente pubblico. Ma come funziona esattamente questa nuova impostazione? E cosa devi fare in caso di danno?
Chi deve pagare per i danni causati da animali selvatici?
Fino a qualche anno fa, chi subiva un danno da fauna selvatica doveva dimostrare che l’ente responsabile aveva commesso una colpa, il che rendeva più complesso ottenere un risarcimento.
Oggi, invece, la responsabilità è presunta in capo alla Regione, che può essere esonerata solo se dimostra che il danno è stato causato da un evento imprevedibile e inevitabile. Questo significa che l’onere della prova non è più sul cittadino, ma sull’ente pubblico.
Perché questo è importante per automobilisti, agricoltori, cittadini
Se sei un automobilista che ha avuto un incidente con un animale selvatico o un agricoltore i cui campi sono stati devastati, questa differenza di impostazione giuridica può fare la differenza tra ottenere o meno un risarcimento.
Non devi dimostrare che la Regione ha sbagliato qualcosa, ma solo che il danno è avvenuto a causa della fauna selvatica. Sarà la Regione, dal canto suo, a dover eventualmente dimostrare di non avere responsabilità.
Cosa dice la Cassazione?
Alcuni recenti provvedimenti hanno rafforzato questo principio:
- Ordinanza n. 7580 del 21 marzo 2025: ha confermato che la questione riguarda l’onere della prova, rendendo più semplice per i cittadini ottenere un risarcimento.
- Ordinanza n. 17253 del 21 giugno 2024: ha sottolineato che il giudice deve focalizzarsi sull’onere della prova piuttosto che sulla qualificazione della domanda, evitando che aspetti formali ostacolino il diritto al risarcimento. La sentenza assicura così che eventuali errori procedurali non compromettano l’accesso a un equo ristoro, mantenendo l’attenzione sulla responsabilità del danneggiante.
- Sentenza n. 31330 del 10 novembre 2023: ha chiarito che, anche se nei primi gradi di giudizio non si è discusso di responsabilità oggettiva, è possibile farlo in Cassazione.
Come ottenere il risarcimento?
Se hai subito un danno causato da fauna selvatica, è importante seguire alcuni passi fondamentali:
- Raccogliere prove – Scatta foto del danno e del contesto, cerca testimoni e conserva eventuali referti medici o preventivi di riparazione.
- Denunciare l’accaduto – Segnala il danno alle autorità competenti (Polizia, Carabinieri, Corpo Forestale) il prima possibile.
- Consultare un avvocato – Un esperto in diritto civile può aiutarti a presentare la richiesta di risarcimento e a ottenere il miglior risultato possibile.
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